Intervista XMove con Nino Geraci

Il riferimento nazionale del mondo Tesla

Introduzione

Nino Geraci, fondatore e amministratore di XMove, ci ha concesso un’ampia intervista dove ci ha parlato della sua azienda e del suo pensiero riguardo la mobilità sostenibile ed il futuro connesso ad essa. È stata anche un’ottima occasione per verificare di persona il pensiero che hanno gli imprenditori riguardo la mobilità condivisa ed il mercato automobilistico, dall’ibrido all’elettrico così come l’idrogeno.

Aspetti generali

XMove è un’azienda di noleggio che si occupa di mobilità a 360 gradi sia con offerte a lungo termine su scooter/moto, auto e veicoli commerciali che a breve termine solo con Tesla. L’azienda infatti è specializzata nei noleggi di veicoli con motorizzazioni ibride ed elettriche. È importante specificare che, storicamente, i principali clienti del noleggio a lungo termine sono sempre state aziende ma, da qualche anno, anche i privati e professionisti si stanno approcciando a questa formula tutto compreso, in quanto stanno cominciando a valutare tutti i vantaggi all’interno di un canone che comprende i costi e i servizi. Invece, il noleggio a breve termine viene effettuato solo con auto elettriche e solo con Tesla. Questa soluzione, rifacendoci alle parole di Nino Geraci, “dà la possibilità a curiosi ed appassionati che hanno il desiderio di provare una Tesla e che magari penseranno ad acquistarla o noleggiarla a lungo termine”.

XMove offre consulenza specifica a chi vuole approcciare la mobilità sostenibile attraverso l’ibrido o l’elettrico.

Il parere di Nino Geraci su idrogeno ed ibrido

L’idrogeno, a detta di tecnici e associazioni, non ha futuro sull’auto in questo momento”. L’idrogeno non è energia bensì un vettore e non sembra avere un futuro, al momento, ad esclusione dei trasporti marittimi di lunga tratta. Ci hanno provato alcune case automobilistiche, tra cui Toyota e Hyundai, ma è una soluzione che non ha prodotto ancora ulteriori risultati. È legato alla creazione di una rete di stazioni di rifornimento dove “fare il pieno” e ad oggi i costi per la realizzazione di una stazione di produzione di idrogeno sono intorno ai 2 milioni di euro. Inoltre, in Italia è presente un solo produttore di idrogeno in Alto Adige rendendo la sua diffusione alquanto complicata.

In merito all’ibrido, “è una tecnologia di passaggio e l’elettrico si diffonderà sempre più non appena aumenteranno anche i servizi pubblici di ricarica oltre che la diffusione nei parcheggi, supermercati, ristoranti, hotel ecc.”. XMove tratta, naturalmente, anche veicoli ibridi e plug-in per rispondere alle esigenze dei suoi clienti, ma il futuro sembra essere segnato. Nel breve periodo, l’ibrido sarà essenziale come via di mezzo tra benzina ed elettrico ma, col tempo, verrà sostituito completamente dall’elettrico.

Riguardo autonomia e ansia da ricarica

Il problema non esiste. È importante partire dal presupposto che, con l’elettrico, si esce dalla comfort zone a cui si è abituati e si comincia a ragionare in maniera differente. Pianificare il proprio percorso giornaliero o un viaggio diventa la normalità. Attualmente, utilizzando le varie applicazioni presenti, è possibile sapere dov’è localizzata la colonnina di ricarica più vicina, dove bisogna fermarsi in base alla disponibilità e tante altre funzioni. Bisogna cambiare mentalità per il bene dell’ambiente, riducendo la CO2. Nino Geraci non dice che sia semplice ma che più si cresce di numero e più le cose miglioreranno.

E lo smaltimento delle batterie?

Ormai la maggior parte della batteria può essere riciclabile”. Dopo 8-10 anni, la batteria può essere rimossa dall’auto elettrica perchè la sua autonomia potrebbe calare nel corso degli anni (dipende da tanti fattori) e non rispetta più l’eventuale durata annunciata dalla casa madre. Una volta rimossa dall’auto, può diventare uno storage per l’accumulo di energia per poi restituirla altrove quando serve. In questo modo può durare anche 20 anni prima di procedere con lo smaltimento.

Possibili progetti futuri?

Portiamo avanti un progetto che si chiama sharing residenziale”. Lo sharing residenziale consiste nella condivisione di mezzi elettrici all’interno di una zona predefinita che può essere un condominio, un residence, un villaggio o un porto turistico dove chi vi abita, o soggiorna, può utilizzare e condividere mezzi elettrici. La condivisione può essere anche “pull”. Significa che se un utente dà il consenso a mostrare il suo spostamento, una persona del quartiere può inserirsi e condividere il viaggio con l’utente. È un progetto sperimentale su un super condomino di Roma con la possibilità di valutare anche soluzioni applicabili in piccoli comuni.

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